Sei il visitatore numero: 12905
Uteti online sul sito: 2

Licenza SIAE 1381/I/1446
Accendi e lascia attiva

La differenza la fai tu!
Scarica le pedizioni de PD
Acqualatina
Contro la violenza sulle donne
La differenza la fai tu!
 da 1 a 6 di 110
Tutto pronto per la III° Festa Democratica provinciale di Latina.
martedì 31 agosto 2010 ore 05:03

Il Partito Democratico si prepara a spolverare le bandiere e tirare su i tendoni per la III° edizione della Festa democratica provinciale in programma a Latina nell’area del museo Cambellotti dal 10 al 19 settembre 2010. Ad annunciarlo è il neo coordinatore Claudio Lecce che invita tutti i nostri iscritti e simpatizzanti ad essere presenti ed a rispondere positivamente alla richiesta di collaborazione.

L'incipit di Lecce.
mercoledì 04 agosto 2010 ore 05:03

PD: E’ il momento di guardare alle cose da fare, cose capaci di creare una crescita strutturale del Partito, cose che ci permettano di essere determinanti per le prossime scelte amministrative che interessano numerosi comuni nella nostra provincia. Questo il concetto chiave della relazione di Lecce nel primo comitato politico del PD provinciale tenutosi lunedì 2 agosto nella sede di via Bonaparte 25 a Latina.

Il PD dice No al Nucleare
venerdì 30 luglio 2010 ore 05:03

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa del Pd per ribadire il no al nucleare del gruppo di opposizione dopo la manifestazione di "testimonianza" del gruppo Pd in Provincia che aveva indossato delle magliette con su scritto “No al nucleare”. La chiarezza questa volta non è mancata. Ha aperto la conferenza Giorgio De Marchis: «Ci troviamo a doverci interfacciare con una maggioranza in impaccio su questo tema, vuoi perché le posizioni del Pdl su questo tema sono frammentate, c’è chi è nettamente a favore, chi è nettamente contrario e chi è a favore del nucleare purché non si faccia a Latina». Questa posizione in particolare è singolare. La tesi della maggioranza del Pdl in Provincia e fino a poco tempo fa anche in Comune era proprio questa. In linea di principio siamo sempre stati favorevoli al nucleare ma come servitù la nostra Provincia ha dato molto, dicono nel Pdl, e tanto dovrà ancora dare se questo piano passerà aggiungiamo noi. «Un altro atteggiamento per lo meno strano – continua De Marchis – è quello che vorrebbe una soluzione quasi personalistica di alcuni esponenti del Pdl a Latina che andrebbe ad interloquire direttamente con i governi centrali, scavalcando i cittadini”- e poi conclude: «Apprezziamo invece e molto la posizione di Fabrizio Cirilli che si batte per la questione dell’esame epidemiologico proprio sulla centrale nucleare in disuso da tempo. Riteniamo però che questa linea non sia ancora sufficiente». Tra i relatori anche Enzo Eramo, capogruppo alla Provincia del Pd, che non ha risparmiato una risposta che appare quasi una reprimenda per l’assessore Silvio D’Arco, che si era distinto per le sue posizione pro-nucleariste in questi giorni anche se affermava di parlare a titolo personale: «Silvio d’Arco non dovrebbe limitarsi a fare da cerimoniere ai funerali delle aziende che chiudono, ma dovrebbe prendere provvedimenti per quello che attiene alle sue specifiche deleghe e fare qualcosa per gli allarmanti dati della produzione nella nostra Provincia». Pensasse al lavoro suo, in sintesi è il pensiero di Eramo. «Ci sono molti motivi», aggiunge Francesco Ferrante, senatore Pd e noto soprattutto per il suo attivismo ambientalista. «Ci sono molti motivi per dire no al nucleare; le motivazioni economiche che affermano che il nucleare ci farà pagare meno la corrente sono false, i pochi paesi europei che hanno avuto la sventurata idea di costruire nuove centrali hanno visto quei progetti impantanati in costi molto più elevati del previsto e in continui rinvii. Per quello che riguarda la sicurezza, poi, oggi ci viene detto che le possibilità di un incedente tipo quello di Cernobyl sono molto ridotte, ma per quanto ridotte esse esistono, e poi non è vero. Se pensiamo che il più grande sito nucleare del mondo, in Giappone, è fermo da tre anni per un guasto grave che non si è ancora risolto capiamo quanto difficile sia la gestione di queste attrezzature che hanno subìto centinaia di piccoli e grandi incidenti. Ma ne basta uno solo, per cancellare intere nazioni». Abbiamo quindi chiesto al Senatore cosa ne pensasse del fatto che in questi giorni un noto oncologo come Umberto Tirelli, in visita nella nostra città, avesse affermato proprio ai nostri microfoni citando alcuni dati che attesterebbero come una centrale nucleare tolga tre milioni di auto dalla strada ogni anno. «Mi spiace rispondere in questi termini ma è una sciocchezza», ha risposto il senatore.

Lecce è il nuovo coordinatore del PD.
giovedì 29 luglio 2010 ore 05:03

Claudio Lecce è stato nominato, nell'assemblea del 26 luglio 2010, coordinatore provinciale del Partito Democratico di Latina. Lecce è ritenuto da grandissima parte dei componenti dell’assemblea del PD un nome di garanzia e proprio per questo tra le diverse anime dei democratici c'è stata una significativa convergenza sul suo nome. Cattolico moderato e membro della componente di Area Democratica, Lecce succede a Bevilacqua. Un incarico che comunque potrebbe durare solamente lo spazio di un´estate, dal momento che a ottobre è previsto il congresso provinciale. Cmq.

Borsellino, oggi 18 anni fa
martedì 20 luglio 2010 ore 05:03

immagine documentoDiciotto anni fa la mafia toglieva la vita a Paolo Borsellino, un magistrato rigoroso, competente, in prima fila nella lotta contro la mafia e alla sua scorta. Un ricordo che non deve perdersi nel tempo né trovare un ingiustificato “silenzio” da parte delle istituzioni.

Diciotto anni fa la mafia toglieva la vita a Paolo Borsellino, un magistrato rigoroso, competente, in prima fila nella lotta contro la mafia e alla sua scorta. Un ricordo che non deve perdersi nel tempo né trovare un ingiustificato “silenzio” d parte delle istituzioni.

“E’ nostro dovere ricordare la figura di Paolo Borsellino. A diciotto anni dalla strage di via D’Amelio dobbiamo impegnarci perché non si affievoliscano nel Paese né la sete di verità e di giustizia, né la volontà di costruire una convivenza civile che possa fondarsi su una piena
affermazione di legalità. Non potremmo dire di aver onorato fino in fondo la memoria di Borsellino, e quella dei tanti eroi caduti nella lotta alla mafia, finché una parte del territorio nazionale sarà condizionato dalla criminalità organizzata, finché l’economia sarà distorta da inquinamenti mafiosi e, più in generale, finché i diritti dei cittadini saranno negati e considerati come favori. La crisi di legalità che da troppo tempo riguarda l’Italia sta erodendo le fondamenta stesse del nostro vivere civile.

Occorre, perciò, ripristinare quei valori che hanno segnato la vita e il lavoro di uomini come Borsellino. Non c’è altra via per onorarne davvero la memoria se non quella di impegnare tutta la classe dirigente affinché vengano ristabiliti comportamenti adeguati, senso dello Stato, rispetto delle istituzioni democratiche e un civismo rinnovato e diffuso. Questo è valso eroicamente per Paolo Borsellino, questo deve valere quotidianamente per tutti noi”. Con queste parole il segretario nazionale del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha ricordato la figura di Paolo Borsellino nel 18° anniversario dalla strage di Via D'Amelio.

Per Andrea Orlando, presidente del forum Giustizia del Pd, “i gravissimi atti compiuti da vigliacchi contro le statue di Falcone e Borsellino sono il segno del permanere inquietante di una cultura mafiosa, ostile alle Istituzioni, ai suoi servitori e, come in questo caso, ai suoi eroi. Purtroppo è una cultura che, come dimostrano tristemente le indagini e le vicende di queste settimane, non riguarda soltanto Palermo e la Sicilia. Alle forze democratiche compete per questo un impegno sempre più forte e ad ogni livello per sconfiggere le mafie e il retroterra nel quale crescono”.

Per Walter Veltroni la strage di via D'Amelio è "stata sicuramente un'azione con l'obiettivo di condizionare l'esito della vita pubblica del Paese, non c'è alcun dubbio, è stato così in tutti i momenti più delicati della storia d'Italia. E' successo anche nel '92-'93, come periodo di transizione. Non ci si spiega altrimenti perché iniziano le stragi e poi finiscono".

Parlando del "silenzio" delle istituzioni, che ieri era stato rimarcato dal Procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato che aveva parlato di "bocche cucite" su via D'Amelio, Veltroni spiegato: "un silenzio legato al fatto che alcune di queste verità sono emerse dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia nell'ultimo periodo e dovute anche ad un misto di disinteresse e complicità che c'è stato nel corso degli anni e che ha impedito di guardare queste vicende per quelle che sono".

"Guardarle per la loro natura reale - ha detto ancora – cioè territori di convergenza di interessi diversi con obiettivi comuni: eliminare Falcone e Borsellino perché erano i principali protagonisti della lotta alla mafia perché avevano capito i legami della mafia con la finanza e la politica, oppure nel caso di Borsellino perché si era opposto alla trattativa tra Stato e mafia. A partire dall'inchiesta dell'Addaura c'è una convergenza di pezzi di Stato che hanno operato e continuano ad operare dentro questa strategia".

Il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti ha dichiarato “diciotto anni fa la mafia uccise Paolo Borsellino, un magistrato rigoroso, competente, in prima fila nella lotta contro la mafia. Mi tornano alla mente le parole che pronunciò dopo la morte di Giovanni Falcone: 'la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in estremo pericolo, e' una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che e' necessario che lo faccia, so che e' necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare dalla sensazione, o dalla certezza, che tutto questo puo' costarci caro'. Quelle parole ci danno il senso dell'impegno di una vita e sono un richiamo alto ai nostri doveri di cittadini”.

"Oggi – ha proseguito Chiti – l'impegno di tutti coloro che vogliono onorare il suo ricordo e fare tesoro del suo insegnamento deve essere quello di impegnarsi perché la mafia e la criminalità, comunque si chiami, vengano sconfitte, perché venga meno ogni forma di consenso e di sostegno. Occorre diffondere la cultura della legalità; pretendere un rispetto rigoroso, a partire da quelli che hanno un ruolo nelle istituzioni.

Aggiornata a lunedì 26 l'assemblea provinciale.
lunedì 19 luglio 2010 ore 05:03

Previsto per lunedì 26 luglio l'aggiornamento dell'assemblea provinciale del PD.

CALENDARIO
settembre
d l m m g v s
  1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30  
youdem

Youdem Live

Get Adobe Flash player

Partito Democratico della Provincia di Latina
Sede legale - Via Napoleone Bonaparte n.25 A, 04100 Latina
Tel./Fax.: 0773.660538, email: p.democraticolt@alice.it