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lunedì 02 novembre 2009 ore 04:55

Si chiama Mahoud Vahidnia, lo studente di matematica che ha osato sfidare Ali Khamenei, la suprema guida spirituale dell’Iran. Il giovane studente, già celebre per aver vinto le olimpiadi per giovani matematici, aveva partecipato mercoledì scorso ad un incontro preparatorio alla terza conferenza delle giovani elite, presso l’università di Teheran.

L’incontro si era aperto con un discorso di Khamenei, il quale aveva condannato il comportamento di coloro che avevano sostenuto la rivolta dello scorso giugno, "contestare il voto del 12 giugno è il crimine più grande che possa esserci".

Il coraggioso Mahmud era salito sul palco dopo i cerimoniosi interventi degli altri studenti, ed aveva iniziato la propria arringa nei confronti dell’ayatollah.

La televisione iraniana dopo le prime battute aveva sospeso il collegamento in diretta, allarmata per il fuori programma, ma le fotocamere di molti presenti erano riuscite a registrare l’intervento, e a trasferirlo successivamente nel web.

"Voglio dire qualcosa, perché nessuno può permettersi di criticarla in questo paese? Non è ignoranza questa? Lei ritiene di non fare errori? L’hanno trasformata in una sorta di idolo irraggiungibile che nessuno può sfidare".

Lo studente aveva indirizzato le proprie critiche alle reti televisive e radiofoniche di stato, al clima di repressione nei confronti dell’opposizione e all’impossibilità di rivolgere qualsiasi tipo di obiezione all’apparato di potere costituito da Khamenei e dal Consiglio dei guardiani, "le nostre tv e radio presentano un’immagine realistica del mondo e del nostro paese o una fotografia falsa e caricaturale? Citano le persone e descrivono gli eventi in modo corretto? Mahoud, al termine del suo discorso, aveva enunciato le parole più coraggiose, "leggo giornali e riviste da quattro- cinque anni con grande attenzione. Non ricordo di essermi imbattuto una sola volta in articoli critici nei confronti del potere e del leader".
Si ricorda che Khamenei è il capo della tv di stato, ed è considerato anche il responsabile delle attività giornalistiche del paese.

L’ayatollah aveva risposto con tutta calma, probabilmente spiazzato dalla fermezza del ragazzo, "Le critiche sono bene accette, so che ce ne sono molte. Non crediate che per il fatto che io indichi il capo della televisione di Stato loro mi sottopongano tutti i programmi che trasmettano".
Al termine dell’intervento si erano sentiti degli applausi, man mano divenuti più fragorosi fino a contagiare l’intera sala.

Il giovane studente è considerato un vero e proprio eroe. Il video che circola sul web è stato tra i più cliccati in Iran. Ma rimane un giallo: sapere che fine abbia fatto. Sembra che alla fine della conferenza sia stato raggiunto da due uomini vestiti in borghese ed identificato, e che successivamente sia stato interrogato presso un ufficio della polizia. C’è chi dice che sia stato messo in carcere, sta di fatto che un alone di mistero lo circonda da quando ha lasciato gli edifici universitari. Il Pd condivide la preoccupazione sulla sorte del giovane matematico, simbolo di una resistenza culturale che non tende ad arrestarsi , e si chiede, "Dov'è finito Mahoud Vahidnia?"

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