
L’ILLUSIONE DEL NUCLEARE
Siamo in campagna elettorale e quindi in tempo di confronto e programmazione e pertanto vogliamo ribadire con forza la richiesta al centro destra di esprimere una posizione chiara sulla eventualità di riapertura delle centrali nucleari sul territorio pontino, Borgo Sabotino e Garigliano. Non è tollerabile che il governo, dopo la scelta di tornare al nucleare, non decide quali siti dovranno ospitare le centrali di vecchia generazione. In vista delle elezioni regionali i cittadini del Lazio e della provincia di Latina devono sapere se i siti collocati nel proprio territorio sono interessati alla riapertura dei cantieri per la produzione di energia nucleare. Il PD provinciale ribadisce la sua contrarietà alla scelta di riaprire, nel nostro territorio, le centrali nucleari. Non si tratta di campanilismo o della politica dello scaricabarile, ma si tratta di dar conto ad un territorio che in questo senso ha già dato molto di più di quanto poteva. Un intero litorale, che ha avuto, e potrebbe tornare ad avere, il problema dell’assorbimento di milioni di metri cubi d’acqua, di uranio da trasportare, di scorie da smaltire. Per non parlare della produzione e dello smaltimento delle scorie radioattive prodotte dall’attività e dallo smantellamento delle centrali a tutt’oggi non ancora risolto.
Poiché il problema delle risorse energetiche, per la sua complessità e importanza, è un tema che ci obbliga a ragionare in termini generali vogliamo ribadire la nostra posizione per quanto riguarda la politica energetica anche a livello nazionale. Il nostro punto di riferimento sono gli accordi presi nel protocollo di Kyoto, che prevede per l’Italia una riduzione delle emissioni di CO2, del 6,5% entro il 2012 e del 20% entro il 2020, con un investimento deciso delle energie rinnovabili. E’ necessario quindi fondare il nostro modello energetico su: 1) innovazione; 2) miglioramento dell’efficienza; 3)sviluppo delle fonti rinnovabili; Percorrere oggi la strada del nucleare significa costruire impianti di vecchia generazione con tempi di 10-15 anni che in nessun modo potrebbero portarci a rispettare gli accordi di Kyoto. Inoltre c’è da mettere in evidenza come la produzione elettrica del nucleare, includendo lo smantellamento delle centrali e lo smaltimento delle scorie radioattive, costa di più rispetto a tutte le altre fonti energetiche. Dobbiamo ricordare che il nucleare produce solo elettricità, pari a circa il 20% dei consumi energetici italiani, non calore o carburante per i trasporti. Quindi non permetterà alcuna riduzione delle importazioni di combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) e non contribuirà alla riduzione di CO2. Inoltre le centrali utilizzano l’uranio, materia prima limitata da importare dall’estero.
Dopo questa breve analisi ribadiamo con tutta la nostra forza il NO al Nucleare nella provincia di Latina e proprio in questo senso presenteremo in tutti i consigli comunali della nostra Provincia un mozione contro l’istallazione di nuove centrali sul nostro territorio. In un momento di crisi economica come quella che stiamo attraversando bisognerebbe puntare decisamente sull’innovazione, l’efficienza e le fonti rinnovabili: si stima che la green economy può produrre in Italia un milione di posti di lavoro.