
Dopo la tempesta la quiete. Non e' una bella figura per chi vuole condurre una battaglia autonoma rispetto all'idea della regione delle province rinunciarvi per ordini da Roma. Ancora una volta la classe dirigente locale dimostra di non essere all'altezza della situazione. Quello del riordino istituzionale della Regione Lazio ricordo che bisogna tener conto anche della riforma elettorale, e' un argomento troppo serio, ne va il futuro dei nostri territori, per essere affrontato in modo emotivo e soprattutto sulla scia di una protesta da parte di chi come il presidente della giunta provinciale di Frosinone lo fa per protestare contro l'esclusione dalla giunta regionale di un rappresentante del suo territorio. L'argomento deve essere frutto di una riflessione seria, risultato di studi approfonditi e di proposte legislative che necessitano di un confronto tra le forze politiche, sociali, con i territori e non può essere conseguenza di azioni estemporanee e figlie di situazioni emotive del momento. Noi come PD siamo pronti al confronto, siamo stati gli unici a presentare una proposta elettorale che dava più forza alle province. Proposta, che non e' andata in porto per le ultime vicende che hanno coinvolto la passata Giunta Regionale. Spero che essa venga ripresa e portata a termine in questa legislatura. Abbiamo sempre considerato che la regione delle province non favorisse un percorso di crescita per i nostri territori ma senza dubbio potesse facilitare un riequilibrio delle risorse e dei poteri da Roma alle Province nell’ utilizzo complessivo delle risorse disponibili. Siamo convinti che questo debba essere fatto con la Regione a Statuto Speciale. Se questo non fosse possibile soprattutto se il consiglio comunale di Roma assume una funzione legislativa allora siamo disponibili a discutere come riorganizzare i territori anche con azioni e proposte che possono portare a considerare la possibilità di superare l'attuale assetto istituzionale della regione Lazio.
Loreto Bevilacqua